15 Aprile 2021

Cos’è Il Mes? – Tutte Le Curiosità!

Cos’è il MES? Chi lo gestisce? Cosa comporta? Quando è stato istituito?

IL MES, chiamato anche fondo salva-Stati ha l’obiettivo di garantire la stabilità dei Paesi dell’Eurogruppo. E’ nato nel 2012 al posto del EFSF, sempre un fondo per la stabilità finanziaria degli stati membri . Nell’Eurogruppo, infatti la crisi economica anche di un solo Stato potrebbe avere gravi ripercussioni anche sugli altri. Il MES, quindi, non serve ad aiutare solo lo stato in difficoltà ma, di conseguenza, anche tutti gli altri.

Il MES esiste ufficialmente dal 2012. Però, l’iter di ratifica è avvenuto durante il cosiddetto ‘Governo Monti’, nacque come fondo finanziario europeo per la stabilità finanziaria della zona euro e fu istituito dalle modifiche al Trattato di Lisbona (art. 136) approvate il 23 marzo 2011 dal Parlamento europeo e ratificate dal Consiglio europeo a Bruxelles il 25 marzo 2011. Il Governo italiano in carica durante l’approvazione dello statuto riguardante il MES era dunque il cosiddetto Governo Berlusconi IV.

Il MES ha un fondo ci circa 700 miliardi di euro che sono stati versati, in parti diverse, da tutti i Paesi membri. I Paesi hanno versato quote in base al proprio capitale (la Germania, ad esempio, ha versato il 27% mentre l’Italia il 18%) la richiesta di ricorrere al MES lo stato deve avanzarla alla Commissione Europea ma accettando gli aiuti economici si impegna anche  ad accettare le stringenti condizioni imposte.

Il 9 aprile scorso l’Eurogruppo, che riunisce i ministri finanziari dei Paesi che hanno adottato la moneta unica, ha proposto un «Pandemic Crisis Support», una linea di credito per somme fino al 2% del Prodotto lordo del Paese in difficoltà, accessibile a tutti gli Stati senza condizioni eccetto che il denaro sia usato per il «finanziamento diretto o indiretto dei costi sanitari, di cura e prevenzione dovuti alla crisi Covid-19». Il prestito può essere reso disponibile dal Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, «sulla base di termini standardizzati» (cioè uguali per tutti), sulla base di una valutazione semi-automatica riguardo al fatto che il debito del governo da aiutare sia sostenibile.

Il “Premier Conte” non ha ancora accettato l’offerta, e rimane il dubbio da dove arriveranno i soldi per affrontare la crisi, pur se molti parlamentari italiani lamentano che davanti ad un’emergenza come quella in cui ci troviamo, dove dal 1989 ad oggi l’Italia ha versato all’Europa 140 miliardi, è assurdo dover ricorrere ad un sistema di strozzinaggio legalizzato, e volutamente creato ad arte dai predecessori.

In conclusione, il MES rappresenta la soluzione ad un problema che non porta ad un risultato, ma che crea una procedura che porterà ogni paese membro a degli effetti differenti, e che una volta avviata non si potrà più tornare indietro.

Come qualcuno ha già espresso, la cosa certa è che il MES è uno strumento idoneo per affrontare una crisi, “ma non per affrontare il futuro”.

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