15 Aprile 2021

Questo è un articolo brutto.

Salve a tutti,

come detto, questo è un articolo brutto.

Questo sito è un insensato prodotto del caso, fattosi strada tra una infinita combinazione di eventi fino ad una sporca stanza di dormitorio dell’est-europa con le pareti ingiallite e le porte vecchie. Uno di quegli incroci che la vita, quando non è impegnata a scorrere e basta, a volte ti concede.

Vi spiego, siamo due pugliesi e due siciliani in quella stanza, ma c’è di più.

C’è un nigeriano, forse quarantenne, marginale nella storia, che porta un vino imbevibile che sa di tutto meno che di vino. C’è un erasmus di mezzo, finito male, anzi malissimo, meno marginale del nigeriano.

Siamo in quattro, due pugliesi e due siciliani, nessuno viene dalla stessa città ma non importa. I pugliesi già si conoscono, i siciliani pure, eccome, ma non importa.

Di che stiamo parlando, in quella stanza? Non importa neanche quello.

Cosa faremo di lì a poco? Importa meno di quello che ci stiamo dicendo. Continueremo a bere, comunque, andremo a ballare e ci ridurremo una pezza, come è giusto che sia.

Cosa c’è di importante in questa storia allora?

Di importante c’è quello che non saprete mai. E non lo saprete mai non soltanto perché voi, cari lettori, ormai siete inesistenti, ma perché anche se ci foste, non potreste capire ugualmente.

Perché?

Perché semplicemente non c’eravate. Non ci siete stati e non ci sarete mai.

Con ciò non voglio dire che non farete anche voi un erasmus o che non incontrerete persone destinate a portarvi dentro nel tempo, ma, semplicemente, non sarete noi.

Non sarete mai Giovanni da Altamura (città ricca, mi dicono) con la sua ostilità nei confronti dei compagni di stanza di sesso femminile, i suoi toni folcloristici e il suo essere involontariamente (forse) iconico.

Non sarete mai Gabriele da Bitonto, trimone, arrogante, sfacciato, dannoso, cuoco fallito, altruista, visionario, coraggioso.

Non sarete mai Basilio da Sant’Angelo, dormiglione, sfaticato, materiale, generoso, gentile, pieno di vita.

Non sarete mai me (da Palermo) che dei quattro ha il solo attributo di scrivere queste quattro parole sconnesse.

Non saprete mai, cari miei, delle bussate, dei ritorni in taxi, delle corse in macchina, delle mangiate notturne, delle ragazze, dei compagni di viaggio, delle parole incise nell’anima, delle stanze respirate, dei sorrisi migliori, delle speranze, dei sogni, della sfortuna, degli addii dolorosi, dei rimpianti, della tristezza, dei ricordi, delle cose perse e di quanto sia stato bello perderle.

Non lo saprete mai.

Voi saprete di questo sito, che è il deposito di un sogno taciuto, e di questo brutto articolo.

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